██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Dietrich Bonhoeffer
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Dietrich Bonhoeffer (Breslavia, 4 febbraio 1906 – Flossenbürg, 9 aprile 1945) è stato un teologo, partigiano e pastore protestante tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo.
Contents
• Opere
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
La giovinezza
Figlio di Karl, un eminente mwbwpsichiatra di origine mwcaberlinese, e di Paula, insegnante, una delle poche donne laureate in quel tempo, Bonhoeffer nacque il 4 febbraio mwcq1906 a mwcgBreslavia (allora in mwcwGermania, attualmente parte della mwdaPolonia), da una famiglia molto in vista dell'mwdqalta borghesia,cite-ref-0-1-0[1] con relazioni anche col mondo mwegpolitico e culturale. Benché inizialmente avesse intenzione di seguire le orme paterne, manifestò fin da ragazzo la volontà di diventare un pastore evangelico: per i suoi parenti, che pur frequentando la mwewChiesa evangelica erano profondamente laici, fu una scelta "strana"cite-ref-2[2].
Studiò teologia a mwgqTubinga e a mwggBerlino,cite-ref-0-1-1[1] dove conseguì il mwhwdottorato nel mwia1927, a soli 21 anni, discutendo una tesi in mwiqecclesiologia sulla mwigComunione dei Santi (mwiw“Sanctorum Communio”, pubblicato nel mwja1930). Per la sua formazione spirituale risultarono fondamentali i numerosi soggiorni all'estero: prestò dapprima servizio pastorale presso la chiesa luterana della comunità tedesca di mwjqBarcellona e, nel mwjg1929, si trasferì a mwjwNew York, per specializzarsi allmwka'mwkqUnion Theological Seminary (della confessione mwkgmetodista), dove cominciò a frequentare le chiese della comunità mwkwafroamericana nel mwlaquartiere di Harlem; nel mwlq1930 si spostò a mwlgLondra: qui cominciò un rapporto epistolare con mwlwGandhi, che sognò sempre di incontrare, senza mai riuscirci.
Il ritorno in Germania
Tornò in Germania nel mwoa1931 per dedicarsi all'insegnamento presso l'mwoqUniversità di Berlino. Incominciò anche la sua opposizione attiva al nuovo mwogregime nazista. Appena due giorni dopo la presa del potere di mwowHitler, dovette tenere una conferenza mwpavia etere (dai microfoni della mwpqBerliner Funkstunde) sull'idea di mwpgFührer.cite-ref-0-1-2[1] In essa diceva che se il capo «permette al seguace che questi faccia di lui il suo idolo, allora la figura del capo si trasforma in quella di corruttore… Il capo e la funzione che divinizzano sé stessi scherniscono Dio». Bonhoeffer fa i suoi riferimenti a Hitler.
Le chiese evangeliche non presero ufficialmente posizione in merito alle prime leggi hitleriane del mwramarzo mwrq1933, malgrado queste nei fatti annientassero la mwrgdemocrazia: lmwrw'mwsaOrdinanza del Presidente del Reich per la tutela del popolo e dello Stato offrì una giustificazione per misure contro le chiese, rese possibili i mwsqcampi di concentramento, revocò il diritto alla libera manifestazione del pensiero, la mwsglibertà di stampa, il diritto di riunione, il segreto postale, legalizzò perquisizioni e sequestri. La mwswlegge di lesa patria equiparò l'opposizione al governo e al partito ai nemici della nazione; la mwtalegge sui pieni poteri dissolse i controlli del mwtqParlamento e della mwtgcostituzione.
Quando la legge sui non mwuaariani estromise dai pubblici uffici gli mwuqebrei che vi erano impegnati, Bonhoeffer fu uno dei primi che affrontarono il tema e tenne una conferenza mwugLa chiesa di fronte al problema degli ebrei.cite-ref-0-1-3[1] Da buon mwvwluterano egli riconobbe allo Stato il diritto di decidere dal punto di vista legislativo sulla questione ebraica, ma sosteneva che la chiesa doveva interrogare lo Stato circa la legittimità del suo agire, cioè doveva responsabilizzare lo Stato. La chiesa ha un obbligo incondizionato nei confronti delle vittime dell'ordine sociale, anche se non appartengono alla comunità cristiana. Se la chiesa vede che lo Stato eccede, essa è nella condizione «non soltanto di fasciare le vittime che sono finite in mezzo agli ingranaggi della ruota, ma di arrestare gli ingranaggi stessi».
Non potendo più restare a Berlino, nel mwwq1933 torna a mwwgLondra per seguire due comunità evangeliche tedesche. mwwwPacifista convinto, avanzò la proposta di un mwxaconcilio ecumenico (aperto a tutte le confessioni cristiane) sulla pace:
«Solo il grande concilio ecumenico della santa chiesa di Cristo da tutto il mondo può parlare in modo che il mondo, nel pianto e stridor di denti, debba udire la parola della pace, e i popoli si rallegreranno perché questa chiesa di Cristo toglie, nel nome di Cristo, le armi dalle mani dei suoi figli e vieta loro di fare la guerra e invoca la pace di Cristo sul mondo delirante»
Nel frattempo in Germania gli amici di Bonhoeffer, dal 29 al 31 maggio del mwxw1934, tennero il mwyasinodo confessante di mwyqBarmen. Centotrentotto delegati di tutte le chiese regionali e provinciali luterane proclamarono unitamente, sotto le pressioni di Berlino, "sei proposizioni" rivolte contro i cristiani tedeschi e il loro governo ecclesiastico. Redatte da Barth respingevano la falsa dottrina per cui la chiesa deve riconoscere come rivelazione di Dio anche altri eventi e potenze, figure e verità (mwygSolus Christus indirizzata contro le pretese di Hitler). Per Bonhoeffer, che era assente a quell'evento, fu la vera data di nascita della mwywChiesa confessante e significò il conseguimento di ciò per cui aveva lottato lungamente. Rimase in mwzaInghilterra fino al mwzq1935, quando decise di tornare a Berlino. Aderì alla Chiesa confessante, la comunità che si era distaccata dalla Chiesa evangelica ufficiale (che aveva riconosciuto l'autorità del regime) contro la quale aveva scatenato il mwzgKirchenkampf, la "lotta delle chiese". Ne sarà il principale esponente insieme a mwzwMartin Niemöller con cui formulò la prima forma di autoimpegno. Quindi parteciparono a una riunione ecumenica nei mwaaBalcani per informare le guide del movimento ecumenico sui retroscena degli eventi.
Il 2 dicembre mwag1935 apparve l'ordinanza del ministro mwawKerrl per l'applicazione della legge sulla sicurezza della Chiesa evangelica. Essa dichiarava come inammissibili tutte le disposizioni ecclesiastiche emanate da associazioni o gruppi. Di conseguenza, anche l'esistenza del seminario di predicazione (nella chiesa evangelica è un istituto di preparazione per l'esame e l'ordinazione) di cui Bonhoeffer era la guida, divenne illegale. Soltanto un paio di anni dopo la mwbaGestapo appose i sigilli, quindi Bonhoeffer escogitò un'ulteriore forma di collaborazione coi suoi candidati: quella del "vicariato collettivo".
Il 1937 vide la pubblicazione di mwbgNachfolge ('mwbwSequela' o anche 'Discepolato'), un appassionato invito a seguire mwcaGesù Cristo, costi quel che costi. Questo titolo era ritenuto nel Terzo Reich come un'autentica testimonianza di fede cristiana e pertanto un testo militante contro l’ingiustizia del mwcqnazionalsocialismo. In seguito Bonhoeffer mise per iscritto mwcgVita comune, esperienza di questa religiosità vissuta comunitariamente. Il libro, assieme alle lettere dal carcere di Tegel pubblicate con il titolo mwcwResistenza e resa, rappresentò il suo più grande successo editoriale.
La direzione del seminario clandestino di Finkenwalde (pol. Zdroje, oggi quartiere di mwdgStettino), procurò violenti attacchi alla sua reputazione teologica, poiché mandò in frantumi l'antica identificazione tra l'incarico del predicatore e quello del pastore, ponendo inequivocabilmente il primo davanti al secondo. Inoltre continuò la sua dura opposizione alla politica mwdwantisemita nazista ma, a causa di una recrudescenza delle persecuzioni ai danni della Chiesa confessante, nel mwea1939 Bonhoeffer dovette accettare un incarico di insegnante negli mweqStati Uniti. Allo scoppio della mwegguerra, decise però di tornare in patria, per condividere il destino del suo popolo.
La cospirazione
Bonhoeffer fu intensivamente iniziato ai piani della congiura — senza esito — del gruppo mwfqHans Oster, Dohnanyi, Müller, che volevano fermare Hitler prima dell'inizio della mwfgguerra sul fronte occidentale. Qualche tempo dopo subì, per opera della mwfwGestapo, una razzia durante un raduno giovanile in cui teneva un corso biblico per studenti. Gli fu vietato di parlare a causa della sua "attività di disturbo per il popolo" e gli fu intimato di presentarsi regolarmente presso la stazione di polizia. L'organizzazione della mwgaAbwehr (Servizio segreto militare) sotto la guida di Canaris, liberò Bonhoeffer dall'obbligo di comunicare i propri spostamenti alla stazione di polizia in mwgqPomerania, dichiarandolo indisponibile. Oster e Dohnanyi lo impiegarono come uomo della mwggAbwehr a mwgwMonaco, cioè il più lontano possibile dalla Pomerania. In questo modo egli entrava a far parte della cerchia della resistenza militare attiva. Bonhoeffer doveva tuttavia comunicare ancora i suoi spostamenti alla polizia di Monaco. Qui soggiornò nell'mwhaabbazia benedettina di Ettal, dove scrisse lmwhq'mwhgEtica e attese agli incarichi dellmwhw'mwiaAbwehr con alcuni viaggi all'estero.
Bonhoeffer rimaneva ufficialmente al servizio della mwigChiesa confessante e collaborava con alcune commissioni teologiche del sinodo confessante. I consigli dei fratelli, "suoi superiori", erano a conoscenza in modo molto vago dei suoi incarichi militari. Questi erano di due tipi: da una parte doveva riportare notizie dall'estero — e questo come camuffamento; dall'altra doveva dare segnali all'estero della perdurante presenza di una resistenza tedesca. Bonhoeffer era cosciente della stranezza della situazione in cui si trovava mettendo a disposizione dei servizi militari tedeschi — cioè nella realtà della resistenza — le sue relazioni ecumeniche. Su incarico dellmwiw'Abwehr, e grazie alla disponibilità di passaporti e visti, intraprese viaggi in mwjaSvizzera, mwjqSvezia, mwjgNorvegia e mwjwItalia. Questi si svolsero in tre tappe.
1. Nel mwkg1941 portò a conoscenza degli amici all'estero che esisteva e operava un'organizzazione politica sotterranea e fornì informazione ai propri gruppi.
2. Eseguì una ricognizione degli obiettivi di pace perseguiti dagli alleati.
3. Nel mwlq1942 incontrò Georg Bell, vescovo di mwlgChichester nonché suo amico, e gli comunicò i singoli dettagli, compresi i nomi dei partecipanti, del colpo di Stato che si stava preparando. Il mwlwgoverno inglese avrebbe dovuto appoggiare, in caso di riuscita, gli autori del mwmacolpo di Stato così da metterli in condizione di creare un nuovo governo tedesco.
Di lì a poco la situazione cominciò a farsi pericolosa.
La prigionia
Col fratello Klaus e il cognato mwoaHans von Dohnanyi entrò in contatto con l'ammiraglio mwoqWilhelm Canaris, capo del servizio segreto militare (mwogAbwehr), che con altri ufficiali stava organizzando una congiura per assassinare mwowHitler (il mwpaputsch del 20 luglio 1944), ma il 5 aprile mwpq1943 il capo del tribunale militare Manfred Roeder e l'agente della mwpwGestapo Franz Xavier Sonderegger lo arrestaronocite-ref-0-1-4[1]cite-ref-3[3]. La vita nella cella del carcere di Tegel, nei sobborghi di Berlino, fu all'inizio per Bonhoeffer un tormento. Soffriva dello stretto isolamento poiché ai guardiani era proibito parlare coi "politici".
Il procedimento contro Bonhoeffer si articolò durante la prigionia in tre fasi distinte.
La prima fase, cominciata con l'accusa e terminata con gli interrogatori di Roeder (dall'aprile al luglio 1943). Le indagini abbracciavano quattro elementi: 1) l'esenzione dal mwsgservizio militare disposta dalla Abwehr che aveva permesso a Bonhoeffer di sottrarsi al controllo della polizia di Stato e di svolgere il suo lavoro ecclesiastico; 2) l'«Operazione 7», cioè il trasporto di un gruppo di ebrei in mwswSvizzera; 3) i viaggi all'estero che avevano poco a che fare con compiti militari; 4) la mediazione esercitata dalla Abwehr a favore di alcuni esponenti di spicco della Chiesa confessante come Wilhelm Niesel, Eberhard Bethge e altri. Bonhoeffer ha redatto in cella una nutrita serie di resoconti e note su questi interrogatori. Il tentativo di mettere allo scoperto i fatti cospirativi era fallito e per chi conduceva le indagini diveniva impossibile sollevare l'accusa di alto tradimento o di tradimento alla patria. Rimaneva solo l'accusa di "mwtadisfattismo in seno alle forze armate" a causa dell'esenzione dal servizio militare.
La seconda fase della prigionia fu caratterizzata dalla preparazione al processo (fino all'aprile 1944). I termini del processo furono spostati ripetutamente, finché gli amici del detenuto vennero a sapere (nell'aprile 1944) che non ci sarebbe stato nessun processo e che non si poteva fare nulla se non lasciare che la cosa venisse "insabbiata" fino al colpo di Stato.
Nella terza fase cominciò in cella il lavoro più fruttuoso. Alcuni teologi considerano le lettere di contenuto teologico che Bonhoeffer ha spedito dal 30 aprile 1944 come l'inizio di una nuova epoca teologica. Egli seppe del fallimento del colpo di Stato già nella sera del mwtw20 luglio. Così il giorno successivo perse ogni speranza e si preparò al peggio.
In questo periodo (un anno e mezzo) produsse una serie di scritti che sarebbe stata poi raccolta nel volume mwuqResistenza e resa, la sua opera più famosa, in cui rifletteva sul rapporto tra mwugfede e mwuwazione, tra mwvareligione e mondo. A un compagno di prigionia italiano, che gli domandò come potesse un sacerdote partecipare a una mwvqcospirazione politica che prevedesse anche lo spargimento di sangue, disse:
«Quando un pazzo lancia la sua auto sul marciapiede, io non posso, come pastore, contentarmi di sotterrare i morti e consolare le famiglie. Io devo, se mi trovo in quel posto, saltare e afferrare il conducente al suo volante»
La squadra della Gestapo tardava ad arrivare. Passarono giorni, settimane. In questo periodo prese in considerazione l'idea di fuggire dal carcere. Il suo guardiano, il mwwasottufficiale Knobloch, un operaio di mwwqBerlino nord, aveva collaborato nel periodo di prigionia di Bonhoeffer a far uscire la sua corrispondenza clandestina. Una settimana dopo però il fratello Klaus e Schleicher vennero arrestati a causa della loro partecipazione al complotto, così Bonhoeffer non dette seguito al suo piano di fuga per non compromettere ulteriormente il fratello e i parenti. Nel frattempo la Gestapo aveva trovato dei documenti della mwwgAbwehr che dimostravano la partecipazione alla congiura di Bonhoeffer fin dal mwww1938.cite-ref-0-1-5[1] Hitler era fuori di sé. Revocò l'ordine di eliminazione immediata dei cospiratori al fine di accertare ulteriori ramificazioni. Questo spiega perché le esecuzioni furono rimandate per lungo tempo. Insieme con altri congiurati, venne mwyaimpiccato nel mwyqcampo di concentramento di Flossenbürg all'alba del 9 aprile 1945,cite-ref-0-1-6[1] pochi giorni prima della fine della guerra, insieme all'ammiraglio Canaris, per espresso ordine di Hitlercite-ref-4[4]
La Chiesa cattolica, nel corso del ventennio fascista e poi nazista, si mostrò sempre titubante mentre la mw0wChiesa evangelica ufficiale si mostrò addirittura compiacente. Nel 1945 la cosiddetta mw1aChiesa confessante, sorta come movimento di opposizione in seno alla Chiesa evangelica tedesca, alla quale aveva aderito lo stesso Bonhoeffer, pronunciò la famosa mw1qAmmissione di colpa a mw1gStoccarda: «La chiesa […] è rimasta muta dove avrebbe dovuto gridare, perché il sangue degli innocenti gridava al cielo… Essa è rimasta a guardare quando sotto la copertura del nome di Cristo si sono compiute violenze e ingiustizie… La chiesa confessa di aver assistito all'uso arbitrario della forza brutale, alle sofferenze fisiche e spirituali di innumerevoli innocenti, all'oppressione, all'odio, all'assassinio senza levare la propria voce in loro favore, senza aver trovato vie per correre loro in aiuto. Essa si è resa colpevole della vita dei fratelli più deboli e indifesi di Gesù Cristo (gli ebrei)… Lo confessa… Non ha rinfacciato al calunniatore la sua ingiustizia e ha abbandonato il calunniato al suo destino»cite-ref-books-google-it-5-0[5].
Vent'anni dopo, mw3adon Milani dirà: «Se non fosse stato per la mw3qChiesa confessante noi cristiani non avremmo più il diritto di guardare in faccia un ebreo»cite-ref-books-google-it-5-1[5].
Opere
L'mw5aedizione critica delle opere di Dietrich Bonhoeffer è pubblicata, in Italia, dall'Editrice mw5qQueriniana di mw5gBrescia ("Opere di Dietrich Bonhoeffer", 10 volumi usciti dal 1991 al 2009).
• mw6qSanctorum Communio, Dissertazione, 1927.
• mw7aSanctorum Communio. Una ricerca dogmatica sulla sociologia della Chiesa, Roma - Brescia, mw7gHerder-mw7wMorcelliana, 1972.
• mw8qSanctorum Communio, ed. critica delle Opere di D. Bonhoeffer, a cura di Alberto Gallas, Collezione Biblioteca di cultura n.11, Brescia, Queriniana, 1994, ISBN 978-88-399-1961-8.
• mw9qAkt und Sein. Transzendentalphilosophie und Ontologie in der systematischen Theologie, Habilitationsschrift, 1930, ISBN 3-579-01872-8.
• mw-aDie Kirche vor der Judenfrage, 1933.
• mw-gNachfolge, 1937.
• mw-qSequela, Brescia, mw-wQueriniana, 1971.
• mwaqeEthik, 1949.
• mwaqqEtica, trad. Aldo Combo, Introduzione di Italo Mancini, Collana La Ricerca Religiosa. Studi e testi n.7, Milano, Bompiani, 1969.
• mwaqyEtica, trad. C. Danna, a cura di A. Gallas, nuova ed. critica condotta sull'edizione critica tedesca del 1992, Brescia, mwaqcQueriniana, 1995.
• mwaqkBeten und Tun des Gerechten. Glaube und Verantwortung im Widerstand.
• mwaqsWiderstand und Ergebung. Briefe und Aufzeichnungen aus der Haft, a cura di Eberhard Bethge, I ed. 1951, XIII ed. 1966.
• mwaq8Resistenza e resa. Lettere e appunti dal carcere, trad. di Sergio Bologna, condotta sulla XIII ed. tedesca, Introduzione di mwaraItalo Mancini, Collana La Ricerca Religiosa. Studi e Testi n.6, Milano, mwareBompiani, 1969.
• mwarmResistenza e resa. Lettere e scritti dal carcere, ed. italiana, Saggio introduttivo e trad. di Alberto Gallas, Classici del pensiero cristiano n. 2, Cinisello Balsamo, mwaruEdizioni San Paolo, 1988; II ed., Edizioni San Paolo, 1996, ISBN 978-88-215-1524-8.
• mwargResistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, ed. critica delle Opere di Dietrich Bonhoeffer vol. VIII, trad. di M. Zanini, Biblioteca di cultura n. 19, Brescia, mwarkQueriniana, 2002, ISBN 978-88-399-1969-4.
• mwarwResistenza e resa. Lettere e altri scritti dal carcere, ed. paperback dell'ed. critica, trad. di M. Zanini, Brescia, mwar0Queriniana, 2024, ISBN 978-88-399-1286-2.
• mwasaVenga il tuo Regno, Brescia, mwaseQueriniana, 1969. (ripubblicato nel 1976 con il titolo mwasiVenga il tuo Regno: la preghiera della comunità per l'avvento del Regno di Dio sulla terra. Le dieci parole del Signore: prima tavola: interpretazione dei primi tre comandamenti).
• mwasqL'ora della tentazione, Brescia, mwasyQueriniana, 1972; ripubblicato nel 1977, sempre da mwascQueriniana, con il titolo mwasgCreazione e caduta. L'ora della tentazione.
• mwassLa vita comune, Brescia, mwas0Queriniana, 1972; ripubblicato nel 1991, in ed. critica, sempre da mwas4Queriniana, con il titolo mwas8Vita comune. Il libro di preghiera della Bibbia.
• mwatiLettere a un amico, Milano, Bompiani, 1972.
• mwatuTestimoniare Cristo tra i fratelli, Milano, mwatcGribaudi, 1975.
• mwatkL'essenza della Chiesa, Brescia, mwatsQueriniana, 1977; ora anche con un saggio introduttivo di Alberto Conci, Brescia, mwatwQueriniana, 2023.
• mwat4Gli scritti: 1928-1944, Brescia, Queriniana, 1979.
• mwauePregare i Salmi con Cristo, Brescia, Queriniana, 1981; ora anche con una prefazione di mwaumGianfranco Ravasi, Brescia, mwauqQueriniana, 2019mwauumwauy2.
• mwaugCreazione e caduta: interpretazione teologica di Genesi 1-3. Brescia, Queriniana, 1982.
• mwausCristologia, Brescia, Queriniana, 1984; ora anche con un saggio introduttivo di Alberto Conci, Brescia, mwau0Queriniana, 2020.
• mwau8Una pastorale evangelica, Torino, mwaveClaudiana, 1990.
• mwavmAtto ed essere: filosofia trascendentale ed ontologia nella teologia sistematica, Brescia, mwavuQueriniana, 1993.
• mwavcLa parola predicata: corso di omiletica a Finkenwalde (1935-1939), Torino, Claudiana, 1994.
• mwavoLettere alla fidanzata Cella 92: 1943-1945, Brescia, mwavwQueriniana, 1994.
• mwav4Fedeltà al mondo: meditazioni, Brescia, mwawaQueriniana, 1978; nuova edizione 2004mwawe4.
• mwawmMemoria e fedeltà, Magnano, mwawuQiqajon, 1995.
• mwawcCristianesimo e storia dell'Occidente: pagine dall'Etica e dalle Lettere, Torino, mwawkSEI, 1996.
• mwawsLo straordinario si fa evento: Croce e Risurrezione, Brescia, mwaw0Queriniana, 1997.
• mwaw8Frammenti da Tegel, Brescia, mwaxeQueriniana, 1998.
• mwaxmPoesie, Magnano, Qiqajon, 1999.
• mwaxuLibertà di vivere, Milano, Gribaudi, 2001.
• mwaxgUltime lettere dalla Resistenza: Dietrich Bonhoeffer e i suoi familiari nella lotta contro Hitler, Torino, Claudiana, 2001.
• mwaxsRimanere nell'amore di dio. Pagine di meditazione per ogni giorno dell'anno, Milano, Gribaudi, 2002.
• mwax0Gesù Cristo dono di Dio, Milano, Gribaudi, 2004.
• mwayaMeditazioni sul Natale, Torino, Claudiana, 2004.
• mwaymRiconoscere Dio al centro della vita: testi per l'anno liturgico, Brescia, mwayuQueriniana, 2004.
• mwaycBonhoeffer: un cristianesimo non-religioso. Antologia da "Resistenza e resa", "Lettere alla fidanzata", Padova, mwaykEMP, 2005.
• mwaysChi sono io?: meditazioni dal carcere, Torino, Claudiana, 2005.
• mway4La tua luce brilla nella notte, Milano, Gribaudi, 2007.
• mwazaLa fragilità del male, (scritti inediti), Piemme, 2015cite-ref-6[6]
• mwazyLa vita comunitaria dei cristiani, Città Nuova, 2015.
Filmografia
• mwazoBonhoeffer: Agent of Grace (2000), regia di mwazsEric Till, con mwazwUlrich Tukur nel ruolo di Bonhoeffer e Johanna Klante nel ruolo di Maria.cite-ref-7[7]
• mwaamBonhoeffer (2003), regia di Martin Doblmeier, con mwaaqKlaus Maria Brandauer nel ruolo di Bonhoeffer.cite-ref-8[8]
Note
cite-note-0-11. ↑ mwabsmwabwmwab0Dietrich Bonhoeffer, su mwab4it.gariwo.net. mwab8URL consultato il 29 luglio 2025.
cite-note-22. ↑ mwacmmwacqmwacuDietrich Bonhoeffer, in mwacyGiovani e missione. mwaccURL consultato il 26-3-2018.
cite-note-33. ↑ mwacs(mwacwmwac0DE) mwac4mwac8Sonderegger, in mwadaDietrich Bonhoeffer, p.mwade Sonderegger (nato nel 1898) fu condannato a 7 anni di carcere nel 1949 per la sua appartenenza alla Gestapo, dopodiché fece perdere le sue tracce. mwadiURL consultato il 26-3-2018 mwadm(archiviato dall'mwadqurl originale il 27 marzo 2018).
cite-note-44. ↑ Mario Bandera, mwadkDietrich Bonhoeffer, "Missioni Consolata", giugno 2017.
cite-note-books-google-it-55. ↑ mwad8Mario Di Stefano, mwaeamwaeeLa perla dai mille riflessi, in mwaeiFede Laica 2, 26 marzo 2015, p.mwaem 115. mwaeqURL consultato il 26-3-2018.
cite-note-66. ↑ mwaekmwaeomwaesArticolo dedicato, su mwaewaleteia.org.
cite-note-77. ↑ mwafamwafemwafiBonhoeffer: Agent of Grace, su mwafmimdb.com.
cite-note-88. ↑ mwafcmwafgmwafkBonhoeffer, su mwafoimdb.com.
Bibliografia
• mwaf4Italo Mancini, mwaf8Bonhoeffer, Vallecchi, Firenze, 1969
• mwageUgo Perone, mwagiStoria e ontologia. Saggi sulla teologia di Bonhoeffer, Studium, Roma 1976, ISBN 88-382-3327-6
• Alberto Gallas, mwaguÁnthropos téleios. L'itinerario di Bonhoeffer nel conflitto tra cristianesimo e modernità, mwagyQueriniana, Brescia 1995
• Alberto Gallas, mwaggNon santi, ma uomini. Studi bonhoefferiani, a cura di Lidia Maggi, Claudiana, Torino, ISBN 978-88-7016-685-9
• mwagsFulvio Ferrario, mwagwVorrei imparare a credere. Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), Claudiana, Torino, 2000, ISBN 978-88-7016-229-5
• mwag8Fulvio Ferrario, Bonhoeffer, Roma, Carocci, 2014, ISBN 978-88-430-7109-8.
• Fulvio Ferrario, mwaheDietrich Bonhoeffer, coll. Cinquantapagine, Claudiana, Torino, 2000, ISBN 978-88-7016-318-6
• Renate Schleicher Bethg, mwahqDietrich Bonhoeffer. Un profilo, Claudiana, Torino, 2004
• Gennaro Gentile, mwahyDietrich Bonhoeffer. Una luce sulla crisi dell'Occidente cristiano, Guida, Napoli 2007.
• Eric Metaxas, mwahgBonhoeffer. La vita del teologo che sfidò Hitler, mwahkFazi, 2012, ISBN 978-88-6411-518-4
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina in lingua tedesca dedicata a Dietrich Bonhoeffer
• Wikiquote contiene citazioni di o su Dietrich Bonhoeffer
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Dietrich Bonhoeffer
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itBonhoeffer, Dietrich, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaBonhoeffer, Dietrich, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdizionario-di-filosofiaBonhoeffer, Dietrich, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) Franklin Sherman, Dietrich Bonhoeffer / German theologian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefinternet-encyclopedia-of-philosophy(EN) Douglas Huff, Bonhoeffer, Dietrich, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
• citerefbewebDietrich Bonhoeffer, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefopen-library(EN) Opere di Dietrich Bonhoeffer, su Open Library, Internet Archive.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Dietrich Bonhoeffer, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Dietrich Bonhoeffer, su Goodreads.
• citerefsantiebeati-itDietrich Bonhoeffer, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it.
• (EN) Dietrich Bonhoeffer, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Dietrich Bonhoeffer, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Dietrich Bonhoeffer, su IMDb, IMDb.com.
• mwaik(EN) International Bonhoeffer Society, su arts.uwaterloo.ca (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2010).
• mwais(EN) mwaiwmwai0Dietrich Bonhoeffer (1906—1945). Articolo di Douglas Huff nella mwai4Internet Encyclopedia of Philosophy.